Sassomolare e paesi montanari limitrofi - Appennino Tosco Emiliano


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Classico punto fortificato ai confini dell’ Appennino bolognese e modenese ,la frazione più alta nel comune di Castel d’Aiano (1000 m s.l.m.); il villaggio corre adesso disuguale lungo la strada che domina il paesaggio sfilando alta come un terrazzo dagli improvvisi sbalzi…

La sua piazzetta è la prima tappa di un percorso per la verità breve,ove si incontrano case di epoche diverse,un altro piazzale con l’asfalto rigato dalle bianche indicazioni di una fiera,un canestro da basket accanto al campanile della sua grande chiesa,una fontana dai sassi collocati a nicchia…Quindi altre case con qualche orticello davanti,e una stradina che,scivolando per un centinaio di metri,conduce ad un angolo raccolto dove da molti anni si da l’ultimo asilo agli uomini: si tratta del piccolo cimitero dal quale affiorano vecchie lapidi,bianche croci di legno e nell’aria lo stordente odore dei cipressi.
Tra i segni di un passato non troppo remoto,un lavatoio ampio e ben tenuto si offre alla vista proprio al centro del borgo,a poca distanza da un’area erbosa,ora adibita ai giochi per bambini…
Inoltre è possibile scorgere ai lati della strada maestra, maestosi esemplari di Querce secolari che rendono la borgata ancor più affascinante e l’attingono dolcemente di un’aura quasi mistica... senza tempo!

E ancora,salendo fino al suo punto di massima altezza,ecco la vera terrazza sulla valle;dietro ad un “cancello privato" si cela una favola per tutti…il Fondo Cova: da queste 4 graziosissime casette,ora appartenenti all’omonima famiglia ,è infatti possibile godersi panorami mozzafiato di tutta la vallata e, nelle sere d’estate,quando i crepuscoli si fanno più languidi,coccolarsi dolcemente avvolti da tutte quelle tonalità del rosa ,del lilla e del celeste…E nelle notti di stelle cadenti ? Diventa un perfetto osservatorio astronomico…

Percorrendo infine un piccolo sentiero, che si addentra nella verde radura ,si arriva ad un antico e suggestivo pozzo in pietra che invita ad ascoltare e ad immedesimarsi nella sua storia e…molto altro è da scoprire ....

Macina
La chiesa di Sassomolare
La Rocca di Montese

Natura e Ambiente
La caratteristica più evidente del Medio Appennino fra Bologna e Modena è data dalla ricca natura presente e da un ambiente ancora incontaminato,dove l’antropizzazione non è stata troppo invasiva e dove flora e fauna trovano i loro habitat ideali. E’ facile scorgere imponenti castagni e querce dai tronchi dalle forme più strane,creanti i più svariati intrecci e capolavori decorativi per un bosco da leggenda…Ed ancora la Felce Aquilina e la splendente Ginestra;nelle vicinanze dei borghi e nel sottobosco si incontrano il Prugnolo,la Rosa Selvatica,il Ginepro,il Biancospino, il Sanguinetto, mentre nello strato erbaceo crescono il Brachipodio, il Geranio Sanguineo e l’Orchidea Selvatica. I versanti più freschi e ombrosi sono ricchi di Carpino Nero,Acero Opalo, Cerro, Pero Selvatico; fra i rami di nocciolo,Biancospino e Dafne Laureola si avvita il Caprifoglio,un rampicante profumatissimo dai fiori gialli e rosati. Le rupi sono attorniate dai lembi di bosco che a primavera mostrano fioriture di Primule,Viole,Anemoni e,a fine estate si colorano di Ciclamini e ricci di castagne. Situazioni microclimatiche diversificate consentono anche la vicinanza di piante mediterranee come l’Erica Arborea,con altre di quote più elevate come il Faggio e il Mirtillo.

Varie sono le specie di animali presenti,tra cui il Capriolo,la Volpe,lo Scoiattolo,il Ghiro,il Tasso,l’Istrice,il Moscardino,la Lepre,il Cinghiale,ma anche il Cervo , il Daino e il Gatto Selvatico,la Puzzola e tra gli uccelli si notano la Ghiandaia,il Picchio Muratore,il Falco Pellegrino,l’Allocco,le Upupe nei castagneti e nel cielo a volte si scorge la Poiana,somigliante ad una piccola aquila;e ancora Pernici,Fagiani,Gufi e Civette,Cornacchie,Gazze e Pettirossi.

Questo è un territorio interessante anche dal punto di vista geologico,con marne e arenarie e alcune particolarità di tipo carsico. Di rilievo sono le Lastre di Finocchia e quelle formanti la Tana del Pargoletto,nei pressi di Labante; fenomeni erosivi sono anche quelli che hanno creato la Tana delle Fate a Castel d’Aiano. Numerose anche le grotte e le cavità, a partire dalle meravigliose Grotte di San Cristoforo di Labante, dalle quali zampilla acqua limpidissima,fonte di per la Menta Acquatica che vi cresce ;Sono caratterizzate da una particolare forma di travertino,la Sponga. Come si è detto ,il territorio è spesso caratterizzato da morfologie riconducibili a fenomeni carsici,quindi non è raro trovare cavità,pozzi e doline come ad esempio la profonda Grotta di Lavacchio nel comune di Montese, e le doline di Monteforte .

Una rete nutritissima di sentieri,tutti segnalati e cartografati dal CAI,permette infine di andare alla scoperta di tutte le bellezze naturalistico-paesaggistiche e le emergenze d’interesse storico-architettonico che questo territorio è in grado di esprimere!

La nuova carta escursionistica è attualmente disponibile presso gli uffici comunali e nei negozi convenzionati tra i quali il bar-ristorante "I Portoni" di Sassomolare.
Per ulteriori informazioni sulla rete sentieristica del territorio di Castel d'Aiano segnaliamo il link amico www.casteldaianotrekking.it

Grotte di Labante
Scoiattolo
Orrido di Gea

Gastronomia
La variegata cucina della zona si basa su prodotti locali mescola in una gustosa sintesi gastronomica i sapori della tradizione bolognese e modenese. Qui vanno per la maggiore le paste fresche:Tortellini, Tortelloni, Lasagne e Tagliatelle, realizzate con sfoglia all’uovo tirata a mano ed arricchite da saporiti ripieni e condimenti a base di erbe,carni,funghi e tartufi. Di grande tradizione anche la lavorazione delle carni suine,da cui si ottengono Salami,Coppe,Pancette,Ciccioli e Prosciutti (di Modena). Così com’è diffusa quella dei formaggi,da quelli a pasta tenera ai pecorini stagionati. Fra le pietanze si segnalano le carni alla brace o in umido,le “cacciatore” di selvaggina,gli arrosti e i gustosi bolliti.

La gastronomia della tradizione offre poi specialità un tempo considerate piatti poveri e oggi invece ricercate dai buongustai: Crescentine cotte nelle tigelle e fritte (Gnocco Fritto),considerate l’antico pane montanaro,ottime farcite con salumi o formaggi;apprezzati e unici sono i Borlenghi o Zampanelle,ottenuti da un impasto fluido di farina,acqua,sale e cotti in una padella di rame detta “sole”,da cui si ottiene una sottile sfoglia croccante ripiegata su se stessa e ripiena di un condimento fatto con lardo e parmigiano.

Fra le produzioni tipiche non sono da dimenticare le Patate e le Castagne ,dalla cui farina si ottengono preparazioni dolci e nutrienti… Polenta,Frittelle,Castagnacci e Mistocche...



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